Apologia dell’orgasmo farlocco

Alzi la mano chi non ha mai finto un orgasmo.
Tutti necessitiamo di un tot di menzogne al dì. La donna in particolar modo: ella mente per salvarsi, per purificarsi, per autoflagellarsi, per impantanarsi. La donna mente perché è drama queen inside e se tutto è puro, tutto è vero e sincero, si annoia. La finzione di un orgasmo è qualcosa di potenzialmente molto lesivo nell’elementare concetto di virilità dell’uomo: Tu fingi? Io schifo.

La donna questo lo sa, e ogni tanto si concede il lusso di detenere questo potere. Normalmente, vivendola l’uomo come una catastrofe, la fanciulla tiene la cosa per sé, conscia di aver mentito. E di averne detta una talmente grossa nell’ottica di lui, che la dose settimanale di menzogne è soddisfatta da pochi secondi di sospiri e unghie piantate nella schiena.

L’uomo non ha questo privilegio. Ma anche lui, poveretto, ha il diritto di mentire. E che fa? Mente a casaccio. Per sport. Racconta di aver mangiato lamponi anziché mele verdi, di aver corso al parco anziché in spiaggia, di aver comprato un biglietto aereo anziché due, di aver sgozzato con sprezzo un topo anziché esser fuggito.

Se anche gli uomini potessero fingere l’orgasmo vivremmo tutti in un mondo più sincero.

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Archiviato sotto diario, Ieri è ancora oggi, Tu

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