Quando ero bambina avevo spesso dolori alle braccia e alle gambe. Alle ossa, insomma.
E papà mi diceva sorridendo: “tranquilla non è nulla, è che le ossa si stanno formando, devi crescere… è solo il Crescimonio!”
“[...] non importa quanto tu possa amare una persona: ti tirerai indietro quando il suo sangue ti scorre troppo vicino.”
Chuck Palahniuk, Invisible Monsters
Eppure amavo… oh Dio sa se amavo.
Ma quel che prima o poi tutti impariamo è che solo chi ami puo’ ferirti, perché generalmente è solo a chi si ama che si concede un certo potere, un’influenza tanto determinante.
Mi sono sporcata le vesti e le labbra del sangue di chi amo, ho tentato di coagularlo, l’ho bevuto anche, ma quando si è trattato di dovermi aprire le vene per mescolarci il mio ho posto un limite.
E lo stesso trattamento amorevolmente egoista (no, non necessariamente è un ossimoro) mi è stato riservato.
L’amarezza di questa presa di coscienza, dopo un po’, diventa solida radice: semplicemente sta lì, ti tiene in piedi, e allora non fa più male il Crescimonio.
